RIPENSANDO A SUOR GIOVANNA

“L’amore di Gesù è un amore speciale,
lo senti nella gioia, lo senti nel dolore,
ti da pace al cuore, ti da forza e coraggio”

Ciao Suor Giovanna,
ti conosco da poco tempo, però queste parole mi sembra siano state l’essenza che ha caratterizzato tutta la tua vita. Settantasei anni di vita religiosa, la maggior parte passati nella scuola materna cercando di formare le coscienze dei bambini che ti erano affidati.

Sapevi essere dolce con loro, ma quando era necessario eri forte; sapevi però anche chiedere scusa e perdono quando capivi di avere sbagliato. Hai formato così tanti uomini e donne di oggi che ti ricordano con affetto e qualcuno arriva a dire: “Se oggi sono onesto e contento, lo devo a Sr. Giovanna.” Oppure: “Se oggi riesco a fare la mamma e a mantenere unita la mia famiglia, è anche grazie agli insegnamenti di Sr. Giovanna.”

Ovunque l’obbedienza ti ha mandato hai lasciato un segno, un ricordo, un rimpianto. Quante volte io mi arrabbiavo con te e tu mi guardavi e mi dicevi: “Non fare così, se ho sbagliato perdonami e, se puoi, con carità correggimi”. Quando invece ti aiutavo in qualche cosa, sorridevi e dicevi: “Grazie, Dio ti benedica!”

Durante la tua malattia ci hai fatto vedere come deve affrontare il dolore una vera sposa di Gesù Crocifisso, nudo e abbandonato sulla croce. Sei entrata in agonia la mattina del venerdì santo e con verità posso affermare che hai realizzato in pienezza quanto dice San Paolo ai Colossesi: “…completo in me ciò che manca ai patimenti di Cristo…” (cfr Col 1,24).

Il mattino di Pasqua non sei risorta fisicamente, ma spiritualmente sì. Ti lasciavi cambiare e medicare senza un lamento, regalando un sorriso e un grazie a chi lo faceva, un grazie che riservavi anche a chi stava accanto a te nelle notti, o a chi si alternava al tuo capezzale durante la giornata affinché tu non restassi sola nemmeno per un minuto. A tua nipote che non ti ha mai abbandonato dicevi: “Vai via che a casa ti aspettano”, a tua sorella rivolgevi parole che la rassicuravano e nel salutarla quando veniva a farti visita dicevi: “Vai tranquilla, le suore si prendono cura di me.”

Il Signore ti ha presa con sé la mattina del giovedì dell’ottava di Pasqua, eri pronta con la lampada accesa e sei entrata con gioia alle nozze dell’Agnello.

Tutto questo ha portato frutto, e noi lo abbiamo visto nei volti delle numerosissime persone che si sono avvicendate davanti al tuo corpo ormai inerme per un ultimo saluto, un ultimo grazie, un’accorata preghiera.

Ringrazio di cuore Dio che ha permesso che io ti conoscessi, e ringrazio te Sr. Giovanna per l’esempio che mi hai dato, per i tuoi consigli, per i tuoi silenzi peni di amore di Dio.

Adesso sei con il tuo Sposo a godere con Lui il premio ben meritato, ricordati di noi, rimaste quaggiù a per petuare nell’oggi il Vangelo vissuto in fraternità, secondo il carisma e la spiritualità di Madre Caterina. Con lei ora, nella Sion celeste, vivi nell’eterna gioia di chi in vita ha dato tutto. Grazie di cuore Sr Giovanna, ci mancherai.

Sr Rosanna e le sorelle della tua comunità